EXPOSE

Guardo l'altro
o proietto?

Lo sguardo non è innocente. Ogni volta che vedi, qualcosa di te guarda con te.

Cosa (non) è

EXPOSE non è un'organizzazione.
Non è un movimento.
Non è una rappresentanza.

Non chiede adesioni
e non produce appartenenze.

Non ha leader.
Non ha portavoce.
Non ha programma.

Nasce come gesto individuale
e resta tale.

Non propone un'idea da seguire,
ma una condizione da esercitare:
lo sguardo.

Vedere non è neutrale.
Vedere è un atto di responsabilità.

Ogni volta che lo sguardo viene meno,
l'altro viene ridotto.

E dove l'altro è ridotto,
diventa possibile ogni semplificazione.

EXPOSE non interviene su questo passaggio.
Non lo corregge.
Non lo spiega.

Si ferma lì.

Non con l'azione,
ma con l'attenzione.

Il segno di EXPOSE
non comunica un'identità.
Rende visibile una scelta.

Chi lo utilizza
non parla a nome di EXPOSE.
Testimonia soltanto
il proprio modo di stare.

EXPOSE rifiuta
l'esibizione,
la semplificazione,
la propaganda.

Se diventa spettacolo,
si svuota.

Se resta gesto,
resta vero.

EXPOSE non promette trasformazioni.
Non garantisce risultati.
Non misura effetti.

Sto guardando l'altro,
o sto proiettando?

EXPOSE non chiede di essere seguito.
Chiede solo che, per un istante,
tu non segua te stesso.